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Le malattie della pelle tra stigma e pregiudizio

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Pubblicato: 9 ottobre 2026
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Questo articolo esamina lo stigma storico-culturale che circonda le malattie della pelle, evidenziando come le rappresentazioni letterarie, artistiche e sociali abbiano contribuito a plasmare percezioni negative delle condizioni dermatologiche. Esplora inoltre come l’integrazione delle Medical Humanities – in particolare delle arti visive – nella formazione medica possa migliorare l’empatia, le capacità di osservazione e la comprensione delle esperienze vissute dai pazienti. Il lavoro non presenta dati empirici primari, ma costituisce una revisione narrativa e interdisciplinare volta a esplorare come arte e letteratura abbiano influenzato la percezione culturale delle malattie cutanee, secondo l’approccio interdisciplinare delle Medical Humanities, combinando analisi storica, interpretazione letteraria ed esame delle arti visive. Particolare attenzione è stata dedicata al ritratto e ad opere scultoree contemporanee, come Medical Heirlooms di Tamsin Van Essen, per indagare come le rappresentazioni artistiche contribuiscano a ridefinire lo stigma dermatologico. I risultati mostrano che le malattie della pelle sono state storicamente associate a giudizi morali, impurità e devianza sociale, con la letteratura che spesso ha rafforzato tali pregiudizi utilizzando i segni dermatologici come metafore del vizio o della punizione. Al contrario, le arti visive hanno frequentemente umanizzato le persone con patologie cutanee, restituendo dignità e favorendo l’empatia attraverso rappresentazioni realistiche e simboliche. L’arte contemporanea, inoltre, mette in discussione le norme estetiche trasformando l’imperfezione in uno spazio di riconoscimento e coinvolgimento emotivo.

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Le malattie della pelle tra stigma e pregiudizio. (2026). Medicina E Morale, 75(3), 401-413. https://doi.org/10.4081/mem.2026.1691