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L’intelligenza artificiale nelle decisioni di fine vita: potenziare l’agenzia partecipativa attraverso il Modello Perfector

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Pubblicato: 19 dicembre 2025
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L’intelligenza artificiale (IA) sta influenzando in misura crescente la pratica clinica, incluso il delicato ambito decisionale legato alla fine della vita. Un contributo significativo in questo campo è rappresentato dal Personalized Patient Preference Predictor (P4) di Earp et al., uno strumento basato su IA progettato per inferire le preferenze terapeutiche di pazienti incapaci analizzando dati personali. Pur essendo concepito per tutelare l’autonomia del paziente, questo modello solleva interrogativi sul ruolo dell’inferenza algoritmica nel cogliere la complessità dei valori individuali, nonché sul rischio di ridurre decisioni profondamente umane a mere previsioni basate su dati. In risposta, proponiamo un’alternativa concettuale: il Personalized Patient Preference Perfector. Questo modello sposta l’accento dalla predizione alla simulazione e alla riflessione. Anziché inferire le preferenze in modo retrospettivo, il Perfector è pensato per supportare pazienti capaci di intendere e volere nell’esplorazione e articolazione dei propri valori nel contesto della pianificazione anticipata delle cure. Ispirandosi ai principi normativi che sottendono le direttive anticipate – come quelli sanciti dalla Legge 219/2017 – il Perfector mira a promuovere un dialogo etico tra pazienti e professionisti sanitari. Collocando il modello all’interno dei più ampi dibattiti su autonomia, beneficenza e cura partecipativa, sosteniamo che strumenti di questo tipo possano offrire un contributo eticamente rilevante nella misura in cui favoriscono un coinvolgimento morale significativo nelle scelte di fine vita, in un contesto medico sempre più predittivo e personalizzato.

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L’intelligenza artificiale nelle decisioni di fine vita: potenziare l’agenzia partecipativa attraverso il Modello Perfector. (2025). Medicina E Morale, 74(4), 583-596. https://doi.org/10.4081/mem.2025.1663