The regulation of the Medically Assisted Reproduction (MAR) in Croatia and the European legislative context

  • Anto Čartolovni | anto_cartolovni@yahoo.com Dottorando di ricerca in Bioetica, Italy.
  • Marina Casini Professore aggregato di Bioetica, Italy.
  • Antonio G. Spagnolo Professore Ordinario di Medicina Legale e delle Assicurazioni; Istituto di Bioetica, Facoltà di Medicina e chirurgia “A. Gemelli”, Università Cattolicadel Sacro Cuore, Roma, Italy.

Abstract

Le nuove acquisizioni tecnologiche nel campo delle tecnologie riproduttive e le loro svariate applicazioni si sono imposte dapprima nella prassi, spesso consolidata da normative di carattere non legislativo, successivamente all’attenzione del Parlamento con l’esigenza di una regolamentazione legislativa. Gli Autori mostrano come la Croazia, una delle ex Repubbliche socialiste dell’est europeo, non ha fatto eccezione a questa tendenza e ha iniziato a fronte alla mancanza di una legge sulla “procreazione medicalmente assistita” (PMA) con sei disposizioni contenute in una legge dal contenuto molto più ampio: Act Concerning Medical Measures for Exercising the Right to Free Decision about Giving Birth to Children, risalente a trent’anni fa. L’articolo, poi, prosegue richiamando il mutamento dello scenario politico-istituzionale che, unitamente all’evoluzione biotecnologica, ha portato alla nel 2009 alla prima legge organica sulla materia. Sebbene non esente da criticità e per certi versi “permissiva” (per quanto riguarda la fecondazione eterologa, non seguita per altro da un chiaro diritto a conoscere le proprie origini da parte dei nati con questa modalità procreativa), la legge del 2009 si caratterizzava per le istanze di tutela dell’embrione umano in particolare mediante il divieto di produzione soprannumeraria di embrioni. Per questo motivo la legge è stata giudicata dal nuovo Governo formatosi dopo le elezioni del 2011 “antiquata” e conservatrice”. In reazione a queste valutazioni ritenute ingiuste, gran parte dei cittadini croati ha aderito all’iniziativa “Anche io sono stato un embrione”. Il dibattito, intenso e vivace, ha comunque portato alla legge del 2012, considerata una delle più permissive nel panorama europeo. Gli Autori esaminano dunque quest’ultimo testo legislativo mettendo in evidenza le differenze rispetto alla legge precedente e tenendo presente il contesto normativo europeo nel quale si registrano evoluzioni e revisioni delle varie leggi. Nonostante l’evoluzione legislativa croata sulla PMA abbia imboccato la strada dell’affermazione dei c.d. “nuovi diritti civili” i cui titolari sono gli aspiranti genitori e gli operatori del settore (medici, scienziati), è presente in Croazia – concludono gli Autori – una cultura alternativa a quella che rivendica il “figlio a tutti i costi” e la distruzione di embrioni umani come “advancemento scientifico”. La campagna “Anche io sono stato un embrione” e la piena adesione all’iniziativa dei cittadini europei “Uno di noi” sono espressione di questa cultura secondo la quale solo a partire dal rispetto dei diritti dei più piccoli tra gli esseri umani è possibile comprendere il vero significato della genitorialità e del progresso scientifico.
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Technology advancements in the MAR domain and its different applications that first engaged themselves in the medical practice, often were reinforced with the non-legislative normative, and further with the Government attention with a need for legislative regulation. The Authors show how Croatia as one of the ex-Socialistic Republics was no exception in this tendency and stated “Medical Assisted Reproduction” regulation in front of the lack of a law. At that time, it consisted only of six dispositions contained in the 1978 law entitled Act Concerning Medical Measures for Exercising the Right to the Free Decision about Giving Birth to Children, dating 30 years ago. The article then continues mentioning the turn of the political institutional setting that, with the biotechnological evolution, brought, in 2009, to the first systematic law regarding MAR. Although, without some criticism and, in some ways “permissive” law of 2009 (regarding heterologous fertilization, not followed by a clear right to know ones own origins by those born with this procreation way), it was characterized by instances of protection of the embryo in particular by prohibiting production of surplus embryos. By this reason, the law was evaluated by the new Government formed after the elections 2011, as “antiquated and conservative”. As reactions to these unjustifiable evaluations emerged, the great number of Croatian citizens joined the initiative “I was an embryo too”. The following intensive and lively debate had brought to the 2012 law, which was considered as one of the most permissive laws in the European context. Therefore, the authors investigated this last legislative text, enhancing the differences between this and the former law also keeping in mind, the normative European context in which the legislative revolutions and revisions of different laws emerged. Even though the Croatian legislative evolution on MAR has paved the way of spreading “new civil rights” in which the holders are the parents to-be and the different professionals (medical, scientists), presently in Croatia -conclude the authors- there is an alternative culture to the one seeking the “child at all costs” and the destruction of the human embryos as a “scientific advancement”. The initiative “I was an embryo too” and the European Citizens’ Initiative called “One of Us” shared the same expressions of this culture, from which the rights of the smallest ones among human beings stem; therefore, it is possible to understand the true meaning of parenthood and that of the scientific advancement.

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Published
2014-12-30
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Original Articles
Keywords:
Biodiritto, procreazione medicalmente assistita, embrione umano, Croatia / Biolaw, medically assisted procreation, human embryo, parenthood, Croatia
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How to Cite
Čartolovni, A., Casini, M., & Spagnolo, A. G. (2014). The regulation of the Medically Assisted Reproduction (MAR) in Croatia and the European legislative context. Medicina E Morale, 63(6). https://doi.org/10.4081/mem.2014.38

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