Dignità umana e bioetica Sui rischi correlati all’asserito “diritto” di morire

  • Luciano Eusebi | luciano.eusebi@unicatt.it Professore ordinario di Diritto penale, Facoltà di Giurisprudenza, Università Cattolica del Sacro Cuore, Piacenza, Italia.

Abstract

L’affermazione della dignità umana implica il superamento dell’idea secondo cui si potrebbe agire negativamente verso un altro individuo in corrispondenza a un giudizio negativo sulle sue condizioni esistenziali, sulle sue qualità o sulla utilità del rapporto con lui. Ne deriva l’idea antitetica di rapporti intersoggettivi fondati sul riconoscimento di ogni altro come soggetto portatore di esigenze relazionali proprie della communitas humana. In questo senso, dandosi una connessione inscindibile tra ogni profilo dell’umano e la corporeità, solo il rispetto della vita in tutto l’arco in cui essa è in atto salvaguarda il principio di uguaglianza, quale presupposto della democrazia. La stessa decisione contro la propria vita, in quanto produce il venir meno dell’individuo come soggetto morale, non può ritenersi un’affermazione coerente della dignità umana. Sotto il profilo giuridico, configurare relazioni mediche finalizzate alla morte (ferma la non doverosità di trattamenti sproporzionati) compromette il ruolo garantistico svolto dalla tutela della vita, esponendo i soggetti più deboli a pregiudizi sostanziali della loro dignità.
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Affirming human dignity implies overcoming the idea that one is entitled to act negatively towards another human being, on the basis of a corresponding negative judgment on his/her personal conditions or qualities, or on the basis of how useful the relationship with him/her might be. Consequently, the opposite idea has to be fostered, i.e., the idea that interpersonal relationships are grounded in the recognition of every “other” person as someone who carries all the relational needs specifically linked to the communitas humana. This said, given the inseparable connection between all aspects of humanity and our bodily dimension, only the full respect of the human life throughout its course can safeguard the principle of equality, which is a fundamental condition for democracy. The decision to act against one’s own life is in itself not coherent with human dignity, since it terminates the individual as a moral agent. From the juridical point of view, allowing patient-doctor relationships aimed at causing death (accepted that disproportionate clinical treatments are not due) endangers the warranties played by the legal protection of human life, and therefore it substantially affects the dignity of those who are weak.

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Pubblicato
2009-06-30
Sezione
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Come citare
Eusebi, L. (2009). Dignità umana e bioetica Sui rischi correlati all’asserito “diritto” di morire. Medicina E Morale, 58(3). https://doi.org/10.4081/mem.2009.246