https://doi.org/10.4081/mem.1997.859
Dalla clonazione dell'animale alla clonazione dell'uomo?
All claims expressed in this article are solely those of the authors and do not necessarily represent those of their affiliated organizations, or those of the publisher, the editors and the reviewers. Any product that may be evaluated in this article or claim that may be made by its manufacturer is not guaranteed or endorsed by the publisher.
La notizia che alcuni ricercatori inglesi sono riusciti a produrre la pecora "Dolly" mediante clonazione del patrimonio genetico di una pecora adulta, ha suscitato nell'opinione pubblica una catena di reazioni nel timore che l'esperimento possa essere ripetuto anche sull'uomo, con la conseguente organizzazione di dibattiti anche parlamentari e nelle commissioni istituite ad hoc, e l'emanazione di direttive a livello sia nazionale sia internazionale. Ma la paventata clonazione di individui umani è eticamente accettabile o meno? E quale sarebbe il significato antropologico di questa operazione? Dopo una breve premessa sugli aspetti scientifici della clonazione e sulle giustificazioni che vengono avanzate a sostegno non solo della clonazione di animali, ma anche di individui umani, l'Autrice fa un'analisi dei criteri che sono stati utilizzati nei documenti dei vari organismi per elaborare il giudizio morale su tale pratica: dal "contrattualismo" al "consequenzialismo" ad una cosiddetta "valutazione globale".
Downloads
Come citare
PAGEPress has chosen to apply the Creative Commons Attribution NonCommercial 4.0 International License (CC BY-NC 4.0) to all manuscripts to be published.