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Creati per amare: la sessualità umana secondo Giovanni Paolo II

Jean Laffitte
  • Jean Laffitte
    Vice-Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, Città del Vaticano, Saint Vincent e Grenadine | jlaffitte@acdlife.va

Abstract

A partire dalla seconda metà del secolo scorso, la Chiesa si è trovata a dover ripensare i rapporti tra fede, teologia e antropologia in problematiche nuove come, ad esempio, la sessualità umana. Interprete privilegiato di questa rielaborazione è stato, senza dubbio, Giovanni Paolo II che in più occasioni ha avuto modo di riflettere e illustrare la teologia, la antropologia e l’etica che sostengono la visione cristiana della sessualità umana. Di questa vasta produzione, l’articolo prende in esame soprattutto le Catechesi di Giovanni Paolo II con frequenti richiami e illustrazioni del pensiero del filosofo Karol Wojty´la. L’analisi dell’autore prende le mosse dall’esposizione di Giovanni Paolo II dei dati creaturali dei tre primi capitoli del libro della Genesi, esaminando, in particolar modo, i significati fondamentali della solitudine originaria dell’uomo verso la creazione e poi il rapporto maschio-femmina. Vengono illustrati quindi l’esperienza dell’amore e l’ethos del dono: l’esperienza cristiana è presentata dal Pontefice come evento e saggezza e legata all’esperienza di amore che l’uomo sperimenta nel rapporto di filiazione che lo unisce a Dio; l’esperienza dell’amore coniugale ruota attorno alla corporeità umana e ai suoi valori/significati. Il corpo assume dunque un significato sponsale che conserva anche dopo la caduta, testimonianza dell’innocenza originaria e della libertà del dono. In tale contesto l’esperienza dell’amore è vissuta come mediazione di una conoscenza che va al di là della persona dell’amato aprendo l’orizzonte al dono divino anteriore. Nella seconda parte del contributo si prendono in esame i significati dell’amore e l’esperienza etica della sessualità così come sviluppati da Giovanni Paolo II: nella corporeità umana, in cui è impressa la complementarietà biologica, vi è una chiamata alla comunione che non è solo comunione tra i due sessi, ma che rimanda a una divina comunione di Persone. L’autore esamina anche l’esercizio della sessualità in rapporto alla legge naturale intesa come conformità alla ragione umana protesa verso la verità. Tale conformità conduce alla retta comprensione dell’intima struttura dell’atto coniugale, la cui “verità ontologica” si manifesta nell'inscindibilità delle due dimensioni unitiva e procreativa. In questa ampia visione della sessualità è compreso anche il mistero dell’amore nuziale tra Cristo e la Chiesa: la comunione di vita e d’amore tra l’uomo e la donna ha come missione propria di significare e rendere attuale l’unione tra Cristo e la sua Chiesa. L’articolo termina con l’analisi del legame tra corpo e sacramento e della dimensione sacrificale e nuziale del dono eucaristico.
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Since the second half of the last century, the Church has found herself having to rethink the relationship between faith, theology, and anthropology within new problems concerning, for example, human sexuality. Without any doubt, a privileged interpreter of this reprocessing was John Paul II, who on more occasions had a way of reflecting upon and illustrating the theology, anthropology, and ethics that support the Christian vision of human sexuality. Out of the vast work produced, the article examines especially the Catecheses of John Paul II with frequent appeals to and illustrations of the thought of Karol Wojty´la. The author’s analysis begins its quest with John Paul II’s exposition of creatural data in the first three chapters of the Book of Genesis, examining in particular the fundamental meanings of the original solitude of man toward creation and then the relationship between male and female. The experience of love and the ethos of gift thus come to be illustrated: Christian experience is presented by the Pontiff as event and wisdom and is connected to the experience of love that man experiences in the relationship of filiation that unites Him to God. The experience of conjugal love revolves around human corporeity and its values/meanings. The body thus assumes a spousal meaning that remains even after the Fall, serving as testimony of original innocence and the freedom of gift. Within such a context, the experience of love is lived out as the mediation of knowledge that goes beyond the person of the loved, opening up the horizon to the earlier divine gift. In the second part of this contribution, the meanings of love and the ethical experience of sexuality as such are examined as developments by John Paul II: In human corporeity, upon which biological complementarity is impressed, there is a call to communion that is not only communion between the two sexes, but which refers back to a divine communion of Persons. The author also examines the exercise of sexuality in relation to a natural law intended as conformity to a human reason reaching toward truth. Such conformity leads to the proper understanding of the intimate structure of the conjugal act, whose “ontological truth” manifests itself through the inseparability of the two dimensions: unitive and the procreative. Within this comprehensive vision of sexuality also resonates the mystery of nuptial love between Christ and the Church: The communion of life and love between man and woman that has as its own mission to signify and render present the union between Christ and His Church. The article ends with an analysis of the connection between body and sacrament and of the sacrificial and nuptial dimension of the Eucharistic gift.

Parole chiave

Sessualità Umana, Creazione, Matrimonio, Amore Coniugale / Human Sexuality, Creation, Marriage, Conjugal Love

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Submitted: 2016-08-11 14:37:08
Published: 2007-10-30 00:00:00
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